La Frazione di Triggianello

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Triggianello, frazione del comune di Conversano, dista circa 8 km dal centro cittadino ed è situata a circa 210 m s.l.m., nel punto dove confluiscono le provinciali per Castellana, Polignano, Monopoli e Conversano. La sua storia ha inizio nel 1878 grazie all’intraprendenza di colui che è stato definito “il padre dell’industria pugliese”: il Cav. Saverio De Bellis (Castellana Grotte, 1833-1918). In quell’anno, De Bellis acquistò una vasta tenuta denominata “Pozzo Triggiano” (dal nome della depressione carsica già presente sulle carte topografiche del 1600, come punto di abbeveraggio per la transumanza), storicamente appartenuta al Conte di Conversano.
Scopo di questo acquisto era la costruzione di uno stabilimento per la lavorazione ed il commercio delle uve e dei vini, dopo aver impiantato vitigni scelti misti ad ulivi in questa fertile terra. Lo stabilimento sarebbe stato il primo nella provincia del genere, e cominciò a funzionare nel settembre 1880 con le migliori macchine estere allora esistenti; i suoi prodotti (tra cui il famoso vino ‘Villanova”) furono ben presto molto apprezzati in Europa e in America. Attorno allo stabilimento, De Bellis promosse anche la costruzione di comode case coloniche in pietra viva per gli operai, a “riscatto” con rate d’affitto detratte dalla paga. La borgata nascente fu denominata “Villanova De Bellis”.
In capo a qualche decennio gli operai ebbero a disposizione ufficio postale e tabaccheria, alimentari e chiesa. Prima della costruzione di quest’ultima, era stata allestita una cappella in un locale adiacente lo stabilimento. La Chiesa, il cui campanile sovrasta tutte le abitazioni, è stata ultimata nel 1916 con la collaborazione devota degli abitanti. Divenuta Parrocchia nel 1939 (il suo primo parroco è stato Don Francesco Di Vagno) è stata dedicata alla venerazione della Madonna Addolorata, che si festeggia la seconda domenica di settembre. Gli scontri politici locali dei primi anni del ‘900, dovuti alle aspre lotte per le elezioni uninominali, procurarono due eventi drammatici: l’incendio del palazzo comunale di Conversano nel 1903 e la conseguente rottura del patto stipulato tra amministratori di Conversano e la famiglia De Bellis per il passaggio del tronco ferroviario a Villanova. Per questo, dopo pochi anni, lo stabilimento fu chiuso e trasferito a Castellana, pregiudicando irrimediabilmente ogni possibilità di sviluppo per Triggianello. Non sono chiari, però, tutti i motivi che portarono le autorità competenti alla decisione di deviare il percorso ferroviario escludendo la frazione da innegabili prospettive di progresso. Negli anni del fascismo il Comune di Conversano decise di cambiare nome al centro abitato, riproponendo la denominazione dell’antica contrada: era nata Triggianello.
Nel 1945 gli alleati inglesi stabilirono il loro quartier generale di zona nella bella villa neoclassica chiamata “Belvedere”, svettante sul paese dall’altura a sud est. Nel 1965, ultimata la costruzione della scuola elementare, i bambini di Triggianello hanno potuto assolvere l’obbligo scolastico, in un ambiente consono e funzionale; prima di quell’anno la scuola primaria si era accontentata di sedi di fortuna. Il primo maestro, nel 1927, fu Vittorio Sabbatelli, a cui Triggianello ispirò, tra una lezione e l’altra, brevi poesie di sapore agreste. I manoscritti e i quaderni del maestro Sabbatelli sono ora custoditi nella Biblioteca Civica di Castellana Grotte.
Attualmente, la frazione di Triggianello conta circa 1500 abitanti divisi tra l’agglomerato urbano, in costante evoluzione, e le cosiddette “case sparse”, costituite prevalentemente da abitazioni rurali di discreto interesse storico ma anche da villette mono-familiari e bi-familiari di nuova costruzione.
Dotata dei servizi essenziali e collegata con i paesi limitrofi da una rete di trasporti che garantisce gli spostamenti quantomeno nelle fasce essenziali, la vita economica della frazione ruota sostanzialmente all’interno delle attività del settore primario, costituito da una fitta rete di coltivatori diretti i quali curano colture adibite a ciliegeti, mandorleti, uliveti e vitigni.
Pur nell’alveo della propria storica vocazione agricola, negli ultimi decenni la frazione si è altresì distinta per lo sviluppo del settore secondario: numerose sono, infatti, le attività artigianali che riscuotono consenso nel comprensorio nel campo della lavorazione del ferro e del legno, come riscuotono successo anche oltre i confini della provincia le industrie del tessile e della realizzazione di profilati plastici.
Resta ancora quasi del tutto inutilizzato il vasto potenziale del settore terziario, il quale potrebbe trarre prospettive elevate di redditività dal fortunato posizionamento alla confluenza di numerosi punti di attrazione turistica della murgia barese.
Merita tuttavia una menzione l’ottimo sviluppo del turismo gastronomico all’interno della frazione, laddove sono numerose le attività dedicate allo “slow food”, con particolare eccellenza nell’offerta di carni locali cotte al tradizionale “fornello pronto”.